giovedì 13 novembre 2008

Eluana forse ce l'ha fatta!

No al ricorso. L'alimentazione forzata verrà sospesa.
E' questa la notizia dell'ultim'ora.
Finalmente il corpo di Eluana Englara potrà smettere di vegetare dopo che il suo cervello l'ha abbandonata 16 anni fa.
Nei prossimi giorni la vicenda arriverà all'epilogo finale. Le ingerenze della Chiesa non sono state in grado di influenzare la decisione dei giudici.

mercoledì 12 novembre 2008

Il Vaticano: Volete uccidere Eluana!


Ancora una volta una posizione netta della chiesa nel caso Eluana Englaro.
La ragazza ormai in coma vegetativo da sedici anni potrebbe finalmente raggiungere una morte da tanto attesa, ma il Vaticano si oppone.
Un mese fa la vicenda sembrava arrivata alla sua conclusione, quando l'aggravarsi delle condizioni di Eluana sembrava aver risolto il caso, ma il destino ha voluto che in quel corpo senza vita il cuore continuasse a battere per pompare il sangue ad un cervello morto da tempo.
Il ricorso portato avanti dalla procura di Milano contro la decisione della corte d'appello che aveva deciso la sospensione dell'alimentazione forzata tramite sondino di Eluana Englaro è stato ritenuto inammissibile dal PG della cassazione.
La chiesa si oppone con tutte le sue forze alla decisione di sospendere l'alimentazione di Eluana: "Sospendere l'idratazione e l'alimentazione in un paziente in stato vegetativo è una mostruosità disumana e un assassinio" dice il cardinal Javier Lozano Barragan.
Eluana da anni è il simbolo della lotta fra chi è favorevole all'eutanasia e chi è assolutamente contrario a questi trattamenti.
La chiesa non si è mai mossa di un millimetro dalle sue posizioni rendendo un inferno la vita di Eluana e di chi le sta vicino. Ora che finalmente Beppino Englaro, padre di Eluana, può veder porre fine a questa ingiustizia, la chiesa alza di nuovo la voce per ammonire chi dovesse sospendere i trattamenti su Eluana.
L'ingerenza della chiesa nei fatti di stato si farà sentire ancora una volta?

martedì 11 novembre 2008

Il Vaticano contro Obama: no alle cellule staminali embrionali!

Ancora una volta estrema chiusura da parte del Vaticano verso la possibilità di far uso delle cellule staminali embrionali.
"Non servono a nulla e finora non c’è mai stata una guarigione" dice Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute, durante la presentazione della Conferenza Internazionale sul tema "La Pastorale nella cura dei Bambini malati".
Barack Obama appena eletto presidente degli Stati Uniti aveva detto di essere pronto a rivedere le restrittive leggi in tema di cellule staminali.
Le posizioni di Obama e di Bush su questo tema sono estremamente discordanti. Bush fortemente condizionato dalla sua religiosità si atteneva con scrupolo alle indicazioni della chiesa. Obama, invece, sembra seguire di più le indicazioni della scienza che quelle dello spirito.
Nonostante le parole di Barragan, "in linea di massima non c’è nessuna contraddizione tra scienza e fede", scienza e chiesa hanno sempre viaggiato su binari divergenti. Dai tempi di Galileo Galilei, l'ottusità della chiesa nei confronti delle nuove idee è stata un freno al progresso della scienza.
Oggi la battaglia della chiesa è tutta concentrata sulle cellule staminali, sull'aborto, sulla rianimazione dei feti malformati, sull'eutanasia, sui sistemi contraccettivi. Chissà se fra cento anni la chiesa farà dietrofront come nel caso di Galileo? Quanto durerà questa ottusità questa volta?






Morta Miriam Makeba, una delle madri della lotta contro l'apartheid


E' morta a 76 anni Miriam Makeba, cantante di colore dalla straordinaria voce.
Impegnata da moltissimi anni nella lotta contro l'apartheid era un simbolo conosciuto in tutto il mondo. 
Costretta a fuggire dal suo paese, il Sudafrica, vi ha fatto ritorno per la prima volta nel 1990 dopo quasi 30 anni di esilio. Era stato lo stesso Nelson Mandela ad organizzare il suo rientro in patria.
Le sue parole hanno colpito i cuori di tantissime persone e il suo impegno l'aveva portata a diventare delegato alle Nazioni Unite.

Nelson Mandela la ricorda così: "Le sue melodie hanno dato voce al dolore dell'esilio che provò per 31 lunghi anni. Allo stesso tempo, la sua musica effondeva un profondo senso di speranza".
Aveva deciso di lasciare le scene tre anni fa e lo fece con un tour memorabile in cui toccò tutti i paesi in cui si era esibita nella sua carriera.
Ma la sua voce doveva ancora cantare una canzone. Dopo l'addio del 2005 è tornata infatti a cantare a Baia Verde di Castel Volturno. Ha prestato la sua voce appoggiando lo scrittore Roberto Saviano, nonostante non stesse bene di salute. E' stato poco dopo il concerto contro la Camorra, tenutosi in uno dei luoghi simbolo della lotta anticamorra che Miriam si è sentita male.
Roberto Saviano la ricorda così: "La voce di Miriam Makeba era quello che i sudafricani dell'apartheid avevano al posto della libertà".
Addio Miriam ti ricordo con le parole di una delle tue canzoni, Malaika, nakupenda malaika. Angelo mio, ti amo angelo mio.

sabato 8 novembre 2008

Palestinese deriso da soldati Israeliani

Un bruttissimo episodio di intolleranza nei confronti di un palestinese si è verificato ad un check point in Cisgiordania.
I militari, evidentemente non contenti dell'umiliazione inflitta al palestinese, hanno deciso di filmare l'episodio e pubblicarlo su youtube.
Il palestinese in ginocchio, digrigna i denti. Probabilmente ha le mani legate dietro la schiena.
L'umiliazione inizia con parole di scherno per finire con offese molto più gravi. Ecco le parole che si sono scambiati.
Militari israeliani: "Lo vuoi lo zuccherino?"
Palestinese: "Si, lo zuccherino..."
Militari israeliani: "Dì casetta dei pupazzi!"
Palestinese: "Casetta dei pupazzi"
Militari israeliani: "Dì papà è andato al lavoro!"
Palestinese: "Pa-pà... Pa-paà.... papà è andato al lavoro" (siccome lo dice male i militari lo costringono a ripeterlo tre volte)
Militari israeliani: "...E ti porterà un regalo"
Palestinese: "e ti porterà un regalo"
Militari israeliani: "fategli un bell'applauso!!!"
Militari israeliani: "E golani ... ti porterà una trave da ficcarti su per il culo!"

L'episodio avvenuto in Cisgiordania non è il primo di questo genere. Capita che militari in condizioni di stress per i rischi che corrono ogni giorno si sfoghino contro dei poveri innocenti. Ricordate Abu Graib? Questi sono solo episodi sulla punta di un iceberg, quelli che per un video su youtube, oppure delle foto girate troppo tra amici per vantarsi escono fuori per arrivare al grande pubblico. L'indignazione nasce spontanea in questi casi, ma chissà quanti episodi analoghi restano circoscritti fra vittime e militari!
Ovviamente l'esercito israeliano ha preso le distanze, così come fece l'esercito americano nei confronti dei militari che seviziarono i prigionieri di Abu Graib. Eppure la tristezza è che episodi del genere sono solitamente tollerati nell'esercito, altrimenti non verrebbero compiuti con tanta tranquillità dai militari. Solo chi si vanta con gli amici di quanto ha fatto rischia di finire in qualche modo incriminato, altrimenti un velo di omertà copre tutto quanto. Gli ufficiali fanno finta di non vedere, forse perchè loro stessi in passato hanno avuto modo di fare bravate del genere.
In fondo il nonnismo da sempre presente verso le reclute è una forma che può essere più o meno grave di umiliazione. Se tratti così un commilitone, come tratterai un nemico? Bisognerebbe riflettere su questo e chi ha qualche potere dovrebbe cercare di arginare il problema e isolare i militari che compiono azioni simili!


venerdì 7 novembre 2008

Noi siamo Saviano


Bellissima iniziativa di alcune persone a Milano.
Nella notte hanno coperto i muri della centrale via San Vincenzo con delle gigantografie con i loro ritratti. In calce a ciascuna foto era riportato il proprio nome di battesimo col cognome Saviano.
E' stata un'iniziativa spontanea nata col tam tam nella rete. Proposta dal blog savianocontinua.blogspot.com è stata accolta da una cinquantina di persone che hanno messo la loro faccia per appoggiare lo scrittore Saviano nella lotta contro la camorra.
Fra gli altri anche Gabriella "Saviano" che in realtà è l'attrice Lella Costa.
Dopo l'appello dei nobel è stato quindi il turno della gente comune di schierarsi dalla parte di Roberto Saviano.
Speriamo ora che iniziative del genere vengano imitate in altre città italiane.