venerdì 7 novembre 2008

I virtuosi pianisti non suoneranno più alla camera

Chi sono i pianisti?
Vengono chiamati pianisti i parlamentari che allungando la loro mano sulle postazioni deserte a loro vicine, a destra e sinistra, azionano i pulsanti di voto di altri parlamentari in quel momento assenti. Il movimento con le braccia che si muovono a destra e sinistra ricorda infatti quello di un virtuoso pianista che muove le sue dita su una grande tastiera.
Ecco finalmente una notizia interessante nel mondo della politica.
Dopo anni di polemiche, servizi delle iene, discussioni interminabili in aula, hanno trovato un sistema per evitare ai pianisti di votare per i colleghi alla camera.
Questa bruttissima abitudine, indegna di un parlamentare, verrà finalmente debellata grazie a un nuovo sistema di votazione.
Il meccanismo elettronico è basato sul riconoscimento delle impronte digitali. Questo farà si che il voto risulti valido solo se le impronte corrispondono con quelle del deputato assegnato a quel posto.
Un'altra possibile novità legata a questo sistema è quella che permette di segnalare sul sito di montecitorio i presenti e gli assenti alle votazioni. In questo modo i cittadini avranno un sistema in più per scegliere chi votare alle successive elezioni.
Questo sistema è già in uso in Albania, Messico e Brasile. Triste pensare che in Italia sia stato necessario arrivare a tanto per bloccare questa deprecabile attività. Possibile che un rappresentante dell'Italia e degli italiani debba ricorrere a dei mezzucci tanto disonesti? E così siamo stati costretti a spendere 450 milioni per adottare un sistema biometrico computerizzato che non avrebbe avuto senso di esistere in un paese in cui gli eletti fossero persone civili e responsabili.

giovedì 6 novembre 2008

Obama? Giovane, bello e abbronzato!


Il premier Silvio Berlusconi in tono scherzoso ha definito il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama "giovane, bello e abbronzato".
Quella che voleva essere solo una battuta ha sollevato in Italia, paese famoso per prendere a pretesto qualsiasi cosa per farne un caso politico, un sollevamento popolare.
Così l'opposizione per voce di Veltroni dice che le parole di Berlusconi "colpiscono e feriscono la dignità dell'Italia".
Franceschini invece dice che le parole di Berlusconi suoneranno "alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose ambiguità". Rincara Donadi dell'Italia dei Valori che Berlusconi "scredita l'Italia sul piano internazionale".
Visto che in Italia la "rissa politica" è pane quotidiano il centro destra si dice offeso per la scarsezza di umorismo degli antagonisti politici. Capezzone, il portavoce di Forza Italia replica definendo la "sinistra desolante, che non sa più a cosa attaccarsi per colpire Berlusconi".
Berlusconi, colpito nel vivo perchè nessuno riesce a capire il suo umorismo dice rivolto all'opposizione: "Se scendono in campo gli imbecilli - ha aggiunto - siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli. Come si fa a prendere un grande complimento come una cosa negativa? Ma che vadano a...".
Ecco così che Barack Obama prima ride per la battuta di Berlusconi (in fondo Obama è una persona molto intelligente, come potrebbe scambiarla per altro?), poi non smetterà di ridere a crepapelle vedendo il putiferio che una battuta del genere riesce a sollevare nel nostro paese!


E' morto l'autore di Jurassic Park


E' morto questa notte all'età di 66 anni Michael Crichton.
Era ammalato da tempo di cancro, ma la sua malattia non era stata comunicata al pubblico.
Nonostante la malattia la morte è giunta improvvisa, infatti stava collaborando alla realizzazione del quarto film della serie Jurassic Park e del film Westword.
Crichton era uno scrittore famosissimo. Ha veduto oltre 150 milioni di copie dei suoi libri e ha collaborato a film e serie televisive tratti da questi. Tra i successi sono da segnalare Jurassic Park, Congo, Sfera, la serie televisiva E.R.
Tutti i suoi romanzi, con poche eccezioni, si possono definire techno thriller. L'ultimo dei suoi romanzi pubblicato in Italia nel 2006 è stato Next, una storia ambientata ai giorni nostri legato al tema della ricerca genetica che porta alla creazione di forme viventi transgeniche.


mercoledì 5 novembre 2008

Il discorso di Obama

Ciao Chicago!

(APPLAUSO) Se ancora c'è qualcuno che dubita che l'America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava.

(APPLAUSO) La risposta sono le code che si sono allungate fuori dalle scuole e dalle chiese con un afflusso che la nazione non aveva mai visto finora. La risposta sono le persone, molte delle quali votavano per la prima volta, che hanno atteso anche tre o quattro ore in fila perché credevano che questa volta le cose dovessero andare diversamente, e che la loro voce potesse fare la differenza.

GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO

La risposta è la voce di giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d'America, gay, eterosessuali, disabili e non disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati Uniti d'America.

(APPLAUSO) La risposta è ciò che ha spinto a farsi avanti coloro ai quali per così tanto tempo è stato detto da così tante persone di essere cinici, impauriti, dubbiosi di quello che potevano ottenere mettendo di persona mano alla Storia, per piegarla verso la speranza di un giorno migliore.

È occorso molto tempo, ma stanotte, finalmente, in seguito a ciò che abbiamo fatto oggi, con questa elezione, in questo momento preciso e risolutivo, il cambiamento è arrivato in America.

(APPLAUSO) Poco fa, questa sera ho ricevuto una telefonata estremamente cortese dal Senatore McCain.

(APPLAUSO) Il Senatore McCain ha combattuto a lungo e con forza in questa campagna, e ha combattuto ancora più a lungo e con maggiore forza per il Paese che ama. Ha affrontato sacrifici per l'America che la maggior parte di noi nemmeno immagina e noi oggi stiamo molto meglio anche grazie al servizio reso da questo leader coraggioso e altruista. Mi congratulo con lui e con la governatrice Palin per tutto quello che hanno ottenuto, e non vedo l'ora di lavorare con loro per rinnovare nei prossimi mesi la promessa di questa nazione.

(APPLAUSO) Voglio qui ringraziare il mio partner in questa avventura, un uomo che ha fatto campagna elettorale col cuore, parlando per le donne e gli uomini con i quali è cresciuto nelle strade di Scranton ...

(APPLAUSO) ... con i quali ha viaggiato da pendolare ogni giorno per tornare a casa propria nel Delaware, il vice-presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden.

(APPLAUSO) Io non sarei qui questa sera senza il sostegno continuo della mia migliore amica degli ultimi sedici anni...

(APPLAUSO) ... la roccia della mia famiglia, l'amore della mia vita, la prossima first lady della nazione...

(APPLAUSO) ... Michelle Obama.

(APPLAUSO) Sasha and Malia...

(APPLAUSO) ... vi amo entrambe moltissimo e ... vi siete guadagnate il cucciolo

(RISATE) ... che verrà con noi alla Casa Bianca...

(APPLAUSO) E mentre siamo qui e lei non è più con noi, so che mia nonna ci sta guardando, insieme a tutta la famiglia che ha fatto di me ciò che io sono. In questa sera così unica mi mancano tutti, e so che il mio debito verso di loro non è neppure quantificabile. A mia sorella Maya, mia sorella Alma, tutti i miei fratelli e le mie sorelle, voglio dire grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono veramente molto grato.

(APPLAUSO) Al manager della mia campagna David Plouffe...

(APPLAUSO) ... il protagonista senza volto di questa campagna che ha messo insieme la migliore campagna elettorale - credo - nella Storia degli Stati Uniti d'America.

(APPLAUSO) al mio capo stratega David Axelrod...

(APPLAUSO) ... che è stato mio partner in ogni fase di questo lungo cammino... proprio il miglior team di una campagna elettorale mai messo insieme nella storia della politica...

(APPLAUSO) ... voi avete reso possibile tutto ciò, e io vi sarò eternamente grato per i sacrifici che avete affrontato per riuscirci.

Ma più di ogni altra cosa, non dimenticherò mai a chi appartiene veramente questa vittoria: appartiene a voi. Io non sono mai stato il candidato più ideale per questa carica. Non abbiamo mosso i primi passi nella campagna elettorale con finanziamenti o appoggi ufficiali. La nostra campagna non è stata pianificata nelle grandi sale di Washington, ma nei cortili di Des Moines, nei tinelli di Concord, sotto i portici di Charleston. È stata realizzata da uomini e donne che lavorano, che hanno attinto ai loro scarsi risparmi messi da parte per offrire cinque dollari, dieci dollari, venti dollari alla causa. Il movimento ha preso piede e si è rafforzato grazie ai giovani, che hanno rigettato il mito dell'apatia della loro generazione...

(APPLAUSO) ... che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per un'occupazione che offriva uno stipendio modesto e sicuramente poche ore di sonno; ai non più tanto giovani che hanno sfidato il freddo pungente e il caldo più soffocante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti; ai milioni di americani che si sono adoperati come volontari, si sono organizzati, e hanno dimostrato che a distanza di oltre due secoli, un governo del popolo, fatto dal popolo e per il popolo non è sparito dalla faccia di questa Terra. Questa è la vostra vittoria...

(APPLAUSO) So che quello che avete fatto non è soltanto vincere un'elezione e so che non l'avete fatto per me. Lo avete fatto perché avete compreso l'enormità del compito che ci sta di fronte. Perché anche se questa sera festeggiamo, sappiamo che le sfide che il futuro ci presenterà sono le più ardue della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria da un secolo a questa parte. Anche se questa sera siamo qui a festeggiare, sappiamo che ci sono in questo stesso momento degli americani coraggiosi che si stanno svegliando nei deserti iracheni, nelle montagne dell'Afghanistan dove rischiano la loro vita per noi.

Ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro figli si saranno addormentati e si arrovelleranno chiedendosi se ce la faranno a pagare il mutuo o il conto del medico o a mettere da parte abbastanza soldi per pagare il college. Occorre trovare nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole. Occorre far fronte a nuove sfide e rimettere insieme le alleanze.

La strada che ci si apre di fronte sarà lunga. La salita sarà erta. Forse non ci riusciremo in un anno e nemmeno in un solo mandato, ma America! Io non ho mai nutrito maggiore speranza di quanta ne nutro questa notte qui insieme a voi. Io vi prometto che noi come popolo ci riusciremo!
(APPLAUSO)

PUBBLICO: Yes we can! Yes we can! Yes we can!

OBAMA: Ci saranno battute d'arresto e false partenze. Ci saranno molti che non saranno d'accordo con ogni decisione o ogni politica che varerò da Presidente e già sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema. Ma io sarò sempre onesto con voi in relazione alle sfide che dovremo affrontare. Vi darò ascolto, specialmente quando saremo in disaccordo. E soprattutto, vi chiedo di unirvi nell'opera di ricostruzione della nazione nell'unico modo con il quale lo si è fatto in America per duecentoventi anni, ovvero mattone dopo mattone, un pezzo alla volta, una mano callosa nella mano callosa altrui.

Ciò che ha avuto inizio ventuno mesi fa, nei rigori del pieno inverno, non deve finire in questa notte autunnale. La vittoria in sé non è il cambiamento che volevamo, ma è soltanto l'opportunità per noi di procedere al cambiamento. E questo non potrà
accadere se faremo ritorno allo stesso modus operandi.

Il cambiamento non può aver luogo senza di voi.
Troviamo e mettiamo insieme dunque un nuovo spirito di patriottismo, di servizio e di responsabilità, nel quale ciascuno di noi decida di darci dentro, di lavorare sodo e di badare non soltanto al benessere individuale, ma a quello altrui. Ricordiamoci che se mai questa crisi finanziaria ci insegna qualcosa, è che non possiamo avere una Wall Street prospera mentre Main Street soffre: in questo Paese noi ci eleveremo o precipiteremo come un'unica nazione, come un unico popolo.

Resistiamo dunque alla tentazione di ricadere nelle stesse posizioni di parte, nella stessa meschineria, nella stessa immaturità che per così tanto tempo hanno avvelenato la nostra politica. Ricordiamoci che c'è stato un uomo proveniente da questo Stato che ha portato per la prima volta lo striscione del partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della fiducia in sé, della libertà individuale, dell'unità nazionale. Sono questi i valori che abbiamo in comune e mentre il partito Democratico si è aggiudicato una grande vittoria questa notte, noi dobbiamo essere umili e determinati per far cicatrizzare le ferite che hanno finora impedito alla nostra nazione di fare passi avanti.

(APPLAUSO) Come Lincoln disse a una nazione ancora più divisa della nostra, "Noi non siamo nemici, ma amici, e anche se le passioni possono averlo allentato non dobbiamo permettere che il nostro legame affettivo si spezzi". E a quegli americani il cui supporto devo ancora conquistarmi, dico: forse non ho ottenuto il vostro voto, ma sento le vostri voci, ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro presidente.

(APPLAUSO) A coloro che ci guardano questa sera da lontano, da oltre i nostri litorali, dai parlamenti e dai palazzi, a coloro che in vari angoli dimenticati della Terra si sono ritrovati in ascolto accanto alle radio, dico: le nostre storie sono diverse, ma il nostro destino è comune e una nuova alba per la leadership americana è ormai a portata di mano.

(APPLAUSO) A coloro che invece vorrebbero distruggere questo mondo dico: vi sconfiggeremo. A coloro che cercano pace e tranquillità dico: vi aiuteremo. E a coloro che si chiedono se la lanterna americana è ancora accesa dico: questa sera noi abbiamo dimostrato ancora una volta che la vera forza della nostra nazione non nasce dalla potenza delle nostre armi o dal cumulo delle nostre ricchezze, bensì dalla vitalità duratura dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e tenace speranza.

(APPLAUSO) Perché questo è il vero spirito dell'America: l'America può cambiare. La nostra unione può essere realizzata. E quello che abbiamo già conseguito deve darci la speranza di ciò che possiamo e dobbiamo conseguire in futuro.

In queste elezioni si sono viste molte novità e molte storie che saranno raccontate per le generazioni a venire. Ma una è nella mia mente più presente di altre, quella di una signora che ha votato ad Atlanta. Al pari di molti altri milioni di elettori anche lei è stata in fila per far sì che la sua voce fosse ascoltata in questa elezione, ma c'è qualcosa che la contraddistingue dagli altri: Ann Nixon Cooper ha 106 anni. (APPLAUSO) È nata a una sola generazione di distanza dalla fine della schiavitù, in un'epoca in cui non c'erano automobili per le strade, né aerei nei cieli. A quei tempi le persone come lei non potevano votare per due ragioni fondamentali, perché è una donna e per il colore della sua pelle.

Questa sera io ripenso a tutto quello che lei deve aver visto nel corso della sua vita in questo secolo in America, alle sofferenze e alla speranza, alle battaglie e al progresso, a quando ci è stato detto che non potevamo votare e alle persone che invece ribadivano questo credo americano: Yes, we can.

Nell'epoca in cui le voci delle donne erano messe a tacere e le loro speranze soffocate, questa donna le ha viste alzarsi in piedi, alzare la voce e dirigersi verso le urne. Yes, we can.

Quando c'era disperazione nel Dust Bowl (la zona centro meridionale degli Stati Uniti divenuta desertica a causa delle frequenti tempeste di vento degli anni Trenta, NdT) e depressione nei campi, lei ha visto una nazione superare le proprie paure con un New Deal, nuovi posti di lavoro, un nuovo senso di ideali condivisi. Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: Quando le bombe sono cadute a Pearl Harbor, e la tirannia ha minacciato il mondo, lei era lì a testimoniare in che modo una generazione seppe elevarsi e salvare la democrazia. Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: Era lì quando c'erano gli autobus di Montgomery, gli idranti a Birmingham, un ponte a Selma e un predicatore di Atlanta che diceva alla popolazione : "Noi supereremo tutto ciò". Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: Un uomo ha messo piede sulla Luna, un muro è caduto a Berlino, il mondo intero si è collegato grazie alla scienza e alla nostra inventiva. E quest'anno, per queste elezioni, lei ha puntato il dito contro uno schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America, passati in tempi migliori e in ore più cupe, lei sa che l'America può cambiare. Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: America, America: siamo arrivati così lontano. Abbiamo visto così tante cose. Ma c'è molto ancora da fare. Quindi questa sera chiediamoci: se i miei figli avranno la fortuna di vivere fino al prossimo secolo, se le mie figlie dovessero vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, a quali cambiamenti assisteranno? Quali progressi avremo fatto per allora?
Oggi abbiamo l'opportunità di rispondere a queste domande. Questa è la nostra ora. Questa è la nostra epoca: dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace, reclamare il Sogno Americano e riaffermare quella verità fondamentale: siamo molti ma siamo un solo popolo. Viviamo, speriamo, e quando siamo assaliti dal cinismo, dal dubbio e da chi ci dice che non potremo riuscirci, noi risponderemo con quella convinzioni senza tempo e immutabile che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can.

(APPLAUSO) Grazie. Dio vi benedica e possa benedire gli Stati Uniti d'America.



Nomade di origine croata, ubriaco e drogato, investe tredici persone


Bruno Radosavljevic, un nomade di origine croata ma nato a Torino, ha investito questa mattina ad Acilia, alle porte di Roma, 13 persone.
I test effettuati dagli agenti di polizia hanno evidenziato che il nomade era ubriaco e aveva assunto cocaina, quando ha investito le persone che stavano aspettando alla fermata dell'autobus.
Era alla guida di una Bmw 320, quando sotto l'effetto della droga e dell'alcool transitava per viale dei Romagnoli. All'improvviso, a causa della velocità, dell'asfalto bagnato e delle sue condizioni alterate, l'auto è sbandata ed è piombata sulla fermata dell'autobus che si trova sulla corsia opposta.
Dei tredici feriti, tre versano in gravi condizioni e sono stati trasportati con l'elicottero ai più vicini ospedali.
Il nomade, leggermente ferito anche lui in seguito all'incidente, ha rischiato di essere linciato dalla folla che ha assistito alla scena. Solo l'intervento dei vigili urbani che hanno trascinato via l'investitore ha evitato ulteriori conseguenze.
Il giovane, per altro pregiudicato, vive al vicino campo nomadi di Dragona.
E proprio contro l'insediamento dei nomadi che gli abitanti della zona hanno organizzato una fiaccolata di protesta per questa sera, a cui parteciperà anche il sindaco di Roma Alemanno.
Il ricordo va subito ad un altro episodio simile avvenuto in passato: il rom che ubriaco alla guida di un furgone investì e uccise quattro ragazzi ad Appignano del Tronto in provincia di Ascoli.

Barack Obama presidente


E' Barack Obama il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America!
La lunga corsa alla casa bianca si è conclusa nella notte.
Il recupero da parte del leader repubblicano non c'è stato e Barack Obama ha stravinto.
"Se avevate dubbi sulla nostra democrazia, oggi avete avuto la risposta" sono state le parole del primo presidente nero degli Stati Uniti.
Obama ha vinto grazie all'impegno del popolo. Non era lui infatti il candidato naturale alla casa bianca. La sua campagna è stata finanziata inizialmente "con pochi soldi e pochi appoggi, con le persone che hanno donato 5 dollari".
Nel primo discorso alla nazione Obama ha fatto riferimento alle difficoltà in cui versa l'America. Ecco le sue parole: "Ora dobbiamo affrontare i peggiori pericoli della nostra storia: la crisi economica, la lotta al terrorismo. Vi chiederò di aiutarmi di ricostruire questa nazione: mattone su mattone. Sarò sempre onesto con voi: vi ascolterò, anche se la penseremo diversamente. Il cammino davanti a noi sarà duro e ci sarà bisogno di stare uniti".
L'America ha cambiato faccia questa notte. Uno splendido esempio di democrazia!